Lo spirito dichiarato di questo blog è un po’ da “bar dello sport” dove tutti sono allenatori di calcio in pectore e il lunedì mattina (ma oramai, visti i calendari delle partite di calcio, anche il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica) pontificano su formazioni, tattiche e risultati delle partite del giorno prima.
E questa crisi ci ha reso un po’ tutti agenti di borsa, se non ministri delle finanze: spread, default, rating… parole fino a ieri sconosciute e misteriose ed oggi conosciute, ma ancor più misteriose.
Ragioniamo oggi sulle agenzie di rating, entità sovrumane che dall’alto della loro scienza affibbiano voti e lettere a tutti, dalle fabbriche di concime alle economie nazionali.
Basta un loro borbottio per scatenare il panico e far stringere le cinghie ai cittadini di tutto il mondo: e non importa se quella volta si era trattato di un’informativa inviata per errore o di una valutazione sbagliata.
La sensazione comune è che queste agenzie non sempre si muovono con trasparenza e infallibilità: raccomando la lettura di questo articolo sul sito del Il Sole 24 ORE dove potremo farci un’idea più chiara della situazione, soprattutto sul fatto che le tre principali e potenti agenzie mondiali sono tutte Made in USA e legate fortemente all’economia di quel Paese…
Ma davvero le sorti delle nostre economie sono legate ad una società privata che si trova dall’altra parte del mondo ed è di proprietà di grossi gruppi finanziari di uno stato concorrente all’Unione Europea?
Se così fosse (purtroppo lo è!), sarebbe come se volessimo far arbitrare una partita di calcio al presidente di una delle due squadre: con tutta l’onestà intellettuale che questi potrebbe avere, siete proprio certi che si comporterà con imparzialità e freddezza di giudizio?
A questo punto nascono spontanee due domande:
1) perchè la UE non trova delle regole per sottrarsi a questo gioco?
2) perchè la UE non spinge alla nascita di una forte agenzia di rating europea?
Questi straordinari interrogativi che l’umile scrittore di questo blog (che di mestiere fa tutt’altra cosa!) si è posto in poche settimane, sono finalmente sorti anche nelle fervide menti dei nostri dirigenti e politici (che di mestiere dovrebbero fare solo questo!).
E così a metà novembre dalla UE arriva la notizia che cominceranno a riflettere sul primo interrogativo come si può leggere qui sul loro sito ufficiale: ma mettetevi seduti e tranquillizatevi… “la nuova normativa dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2012“!
Forse faranno prima i Maya con il loro calendario esaurito?
Invece per la seconda domanda abbiamo persino notizie più recenti: il governatore della Banca d’Italia (leggi qui) pensa che sarebbe una buona idea avere un’agenzia di rating europea!
Stupefatti da tanta reattività e lungimiranza possiamo soltanto sperare che in questi futuri e forse tardivi provvedimenti sia messa la stessa efficienza e severità che quotidianamente la UE mette per sbrigare questioni altrettanto urgenti e vitali quali il cioccolato (!!!): per avvelenarvi un po’ il sangue dopo pranzo leggete questo veloce articolo su Il Giornale…